I miei libri preferiti per l’estate

libri su una scogliera vista mare

Quest’estate, in attesa della partenza, mentre il desiderio di spiagge assolate e mare cristallino cresce come un’onda, intraprenderò un viaggio alternativo, un viaggio tra le pagine di romanzi che profumano di mare. Così, anche se non partirò fisicamente, mi immergerò tra le righe di storie ambientate su spiagge dorate, e vivrò avventure che profumano di salsedine.

Forse non potrò sentire il fresco della brezza marina sulla pelle o il sapore del sale sulle labbra, ma sarò comunque parte di quelle storie, ambientate tra sole, spiagge, scogliere e tramonti infuocati.

Anche se in maniera virtuale, mi immergerò in un mare letterario. Un mare che, seppur immaginario, sarà più reale di qualsiasi altra destinazione, perché capace di nutrire l’anima e di far sognare ad occhi aperti.

Ecco i miei libri preferiti per l’estate, ambientati al mare:

  1. Con il primo libro vado sul sicuro. Premio Strega nel 1957 “L’isola di Arturo” di Elsa Morante è un romanzo di formazione ambientato sull’isola di Procida, in estate, negli anni ’30. Mescola il sud, il mare, un ragazzo orfano di madre, di 16 anni quindi nel pieno del passaggio fra la vita infantile e quella adulta, ed ecco servito un racconto di formazione che esplora temi universali come l’amore, la perdita, il rapporto con il padre e la ricerca della propria identità.
  2. I pesci non chiudono gli occhi di Erri de Luca invece è un libro che ho letto e che rileggerò. L’ho letto forse anche nel momento giusto, quando succede che alcune storie si intrecciano con la vita e si saldano alla memoria.
    Racconta di un bambino che ha voglia di crescere in fretta, di una mamma distratta, di una nonna americana, di un padre che pur essendo nato in Italia, a Napoli, parte per scoprire com’è quella terra oltreoceano, la terra di sua madre, la terra a cui sente in qualche modo di appartenere.
    Con la solita grazia, Erri de Luca incastra i sentimenti nelle parole. Racconta molto più di quello che scrive, e riesce sempre a farmi commuovere.
  3. Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace. Attraverso la sua prosa ironica e irriverente, Wallace ci porta a bordo della “Entepreneur”, una nave colossale che ospita un microcosmo di personaggi eccentrici e surreali. Tra buffet smisurati, attività di intrattenimento incessanti e una costante ricerca di appagamento effimero, l’autore ci invita a riflettere sul vuoto di senso che permea la nostra cultura e sulla nostra perenne insoddisfazione.
    Un libro che non è solo un resoconto di una crociera di lusso ai Caraibi, ma un’acuta riflessione sulla società americana contemporanea, ma che può essere estesa senza nessun timore di sbagliare, alla società attuale senza distinzione di nazionalità, sul consumismo, sull’ossessione per il divertimento e sull’alienazione.
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