Se fossi il personaggio di un film

Divoro film e storie. A volte li dimentico. Forse perché ne vedo troppi e quelli brutti li cancello dalla memoria, come farei in un hard disk troppo pieno. Ci sono storie però che mi rimangono dentro, che non riesco a dimenticare, che cito anche nelle conversazioni al tavolino del bar, con [troppo] spesso interlocutori che non comprendono l’analogia fra quello che cito e quello di cui stavamo parlando.

Guardando un film, o leggendo un libro, spesso ci si rivede in questo o quel protagonista, ci si immedesima con chi quella storia la sta vivendo, con il divo o la diva di turno.

Ma sei io fossi la protagonista di un film, sarei Ana Stelline in Blade Runner 2049.

[alert spoiler]

Ana è la figlia di Rick Deckard, il cacciatore di replicanti in Blade Runner, e Rachael la replicante che incontra durante un’indagine.

K, il protagonista, mentre sta svolgendo il suo lavoro, incontra Ana Stelline chiusa in una cupola di vetro, da cui non può mai uscire a causa di una malattia che le azzera le difese immunitarie.

È bloccata lì da quando è bambina, ed ha dovuto sempre immaginare il mondo esterno. Evoca immagini di boschi rigogliosi, feste di compleanno, ed altri bei momenti vissuti nell’infanzia, ma assolutamente inventati, e li registra, con uno strano strumento che porta al collo.

I replicanti hanno bisogno di ricordi per poter funzionare correttamente, ma è vietato impiantare ricordi di momenti veramente vissuti da umani, o è illegale, così è diventata la più fantasiosa fabbricatrice di sogni elettrici per replicanti.

Mi rivedo molto in lei

A partire dalla malattia, mi rivedo molto in Ana Stelline. Non mi piace parlare di questo argomento perché scivolare da “stato delle cose” [sono malata, non guarirò, non posso fare altro che curarmi] e lagna [lamento noioso] è un attimo.

Rimane che avendo le difese immunitarie basse i bagni di folla non sono certo il posto migliore dove andarmi a ficcare.

Non vivo in una cupola di vetro, ma sicuramente vivo riparata dai luoghi troppo frequentati, così li immagino, li scrivo, li faccio vivere attraverso le mie parole. Tutte le esperienza che non posso vivere, tutto quello che non posso fare, tutto quello che posso solo desiderare, si trasforma in creatività.

Vivo a debita distanza anche dalle persone.

Non è paura di ammalarsi, quello mi può succedere anche andando a fare la spesa, è piuttosto la stanchezza che mi assale se sono troppo esposta. Che si ripercuote su ogni singolo organo del mio corpo a scelta, come stare a guardare dove si fermerà la pallina di una roulette.

Stellina trasforma le sue fantasie in ricordi attraverso uno strano aggeggio che ha al collo, che somiglia tanto alla macchina fotografica che porto sempre con me, e con cui interpreto la realtà che mi circonda, rubandone pezzi che porto a casa con me e trasformo in ricordi.

E tu? Che personaggio saresti?

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2 commenti su “Se fossi il personaggio di un film

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