La parola dell’anno

parola ridimensionare su mensola con macchina fotografica

Quello di scegliere la parola dell’anno è al tempo stesso un esercizio semplice quanto potente. Ogni volta mi arriva scrivendo di altro. E quest’anno non ha fatto differenza. Mentre scrivevo A cose fatte di Coaching in Fabula eccola qua, materializzata nella mia mente.

Come funziona la ricerca della parola dell’anno?

Si trasferiscono uno o più desideri sopiti o sepolti nell’inconscio in una parola che li racchiuda e li trasformi in qualcosa di concreto. Una sorta di illuminazione alla fine di un processo di meditazione. Serve a mettere a fuoco un desiderio, un obiettivo. La parola scelta di norma la stampo in vari formati e la tengo sotto mano incollandola fra le mie cose: la mia agenda, il calendario, sulla scrivania (a casa e al lavoro). Così quell’intuizione, quella percezione intravista fra le mie sensazioni, l’aiuto a concretizzarsi con la pratica.

A farmi compagnia come parola dell’anno del 2024 ci sarà

ridimensionare nella sua accezione figurativa: riconsiderare qualcosa, riducendone il valore e l’importanza.

Ci sono almeno un paio di cose che dovrò imparare a ridimensionare in questo 2024.

La prima cosa da ridimensionare sono proprio io. Devo ridimensionare il mio ego spropositato che in questo 2023 mi ha portato notevolmente fuori strada facendomi prendere delle tranvate dritte in faccia non indifferenti. Ho creduto di essere più brava di quello che poi sono stata effettivamente valutata. Ho creduto di essere più importante di quello che poi mi hanno dimostrato essere. Ho creduto di avere quella famosa marcia in più, e invece sono stata superata e ho mangiato la polvere. In questo 2023 ho creduto in tante cose sbagliate che mi hanno portata a sopravvalutarmi e a farmi cadere rovinosamente e dolorosamente.

La seconda cosa da ridimensionare è (ancora) l’importanza che conferisco agli altri di ferirmi e farmi male.

Ho iniziato questo lavoro sul mio inconscio nel 2017.

Quell’anno fu la parola DISCIPLINA a farla da padrona. Io sempre sconclusionata. Sempre con decine di progetti aperti e nessuno chiuso. Io e le troppe idee e i pochi risultati.

Il 2018 è stato l’anno della parola COSTANZA. Scelti i progetti da intraprendere, avevo bisogno anche di portarli a termine. Come? Pensando per loro anche ad uno stretta tabella di marcia.

Nel 2019 ho aggiunto la parola LEGGEREZZA. Ho deciso di tenere d’occhio la parte più permalosa di me e ho cercato di godermela di più.

Nel 2020 è stata MUOVERSI: buffo vero? È stato l’anno della pandemia e dei lockdown.

Nel 2021 TENACIA la definì addirittura una parola magica. Mi sono sentita dire spesso che sono egoista ed egocentrica, confondendo la mia tenacia con un vizio: quello di fare solo quello che mi piace.

Nel 2022 la parola dell’anno è stata sepolta sotto l’immensa gioia di vedere pubblicato il mio primo romanzo, frutto anche di tutto il grande esercizio di miglioramento che mi sono autoimposta (anche) attraverso questo sciocco giochetto della parola dell’anno.

In questo 2023 ridimensionarmi mi aiuterà a stare con i piedi ben piantati per terra, sperando così che la mia chioma possa fiorire più rigogliosa.

Non a caso è l’avatar che mi sono scelta tanto tanto tempo fa come immagine del mio blog.

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6 commenti su “La parola dell’anno

  1. Ma che bella idea questa della “parola dell’anno”! Ottimo strumento di riflessione. Per me, però, ridimensionare significa anche valutare qualcosa che potrebbe essere più grande, quindi, chi lo sa, magari devi dare più valore o importanza a qualcosa!

    1. Nicoletta come vedi la parola scelta è un esercizio personale. Ognuna di noi, pur con la stessa parola, ci legge un significato diverso. La tua qual è?

  2. Mai dare agli altri il potere di farci male: dobbiamo sempre essere noi in carica delle emozioni che ci arrivano, senza esserne sopraffatti. Io mi creo la mia bolla impenetrabile e, così facendo, ho appunto “ridimensionato” le cose o problemi attorno a me che, di fronte all’immensità della vita e delle cose davvero importanti, si trasformano quasi in insignificanti.

    1. Ci provo ogni singola volta. Ancora non sono riuscita a rendermi impermeabile. Potrebbe essere la parola, l’atteggiamento, su cui concentrarmi l’anno prossimo. Un passo alla volta.

  3. Ridimensionare. Sinceramente è una parola che, appena letta mi ha fatto pensare a qualcosa di negativo, che sminuisce.
    Ma pensandoci bene è molto positiva e d’incoraggiamento. Se una cosa non funziona, bisogna fare un passo indietro e ridimensionarla per arrivarne a capo. Mi piace, e mi hai dato modo di pensare a delle alternative per questo 2024.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi

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