Quanto vale un autore?

libro circondato da fiori

A distanza di un paio di settimane dal post precedente, posso rispondere che come autore ho avuto un certo peso.

Gli organizzatori del torneo letterario mi hanno inviato i giudizi, scritti dagli altri partecipanti, sul mio incipit.

Dai commenti letti su Facebook al post della proclamazione dei 400 finalisti, ho creduto avrei ricevuto critiche feroci e senza senso. Invece sapete? Le critiche sono buone. E un paio mi sono state d’aiuto per capire i punti deboli della storia che stavo raccontando.

Così ho corretto quello che avevo già scritto e sono pronta a portare a termine il mio secondo romanzo.

[post precedente]

Ho partecipato ad un concorso letterario e sono stata esclusa. Ho violato la regola dell’anonimato. Ho scelto uno pseudonimo poco forte. Un po’ come quando c’è da scegliere la password per una nuova registrazione su un qualche sito e ci ostiniamo a mettere il nome del nostro animale domestico, con la prima lettera maiuscola, il suo anno di nascita e un punto esclamativo. Il sistema ci avverte che la password è poco forte e in alternativa ci propone quella sfilza di lettere/simboli/numeri difficili anche da copiare sul quaderno delle password. Figuriamoci a ricordarla.

In tutto questo il mio elaborato non ha contato niente.

Ma andiamo con ordine

Dopo la pubblicazione del mio primo romanzo con la casa editrice Bookabook e la menzione d’onore al Buk Festival di Modena, iscrivere il mio secondo romanzo ad un torneo letterario mi era sembrata una bella idea.
Una competizione fra scrittori e lettori, con editor di grandi case editrici a seguire l’andamento della gara, con premio finale la pubblicazione.
Vincere era nei programmi, ma ero anche molto interessata al tipo di competizione.

Nella prima parte del torneo bisognava caricare solo un incipit di massimo 60mila parole. Successivamente avrei giudicato le opere degli altri partecipanti. Alla fine della prima parte, avrei ricevuto i giudizi sulla mia. Giudizi che avrebbero dovuto aiutarmi a comprendere se la storia che avevo deciso di raccontare era pubblicabile.

Ho letto 12 incipit divertendomi

Ho adorato leggere qualcosa che nessuno aveva mai letto. Ho cercato delle schede di valutazione da editor in modo da poter giudicare tutti e 12 gli incipit con la stessa modalità, con gli stessi parametri.

Ma in fondo non vedevo l’ora di leggere i giudizi alla mia storia. Invece chi ha ricevuto il mio incipit non ha perso tempo a leggerlo, ha segnalato il mio pseudonimo come riconoscibile e a questo punto sono stata squalificata.

Poi capisco tutto: l’ansia della competizione, il rispetto del regolamento, la violazione è un atto grave e comprendo (e accetto) la squalifica. L’amarezza maggiore nella consapevolezza che la storia che ho scritto non ha interessato né i partecipanti al torneo, né gli organizzatori. Perché altrimenti non farmi leggere le valutazioni al mio incipit?

E il mio secondo romanzo ha preso una nuova strada.

Foto di micheile henderson su Unsplash

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